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Le regole per un efficace money management .

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Quali sono le regole per un efficace money management nel trading sul forex?

 
Per una corretta gestione dei propri soldi è necessaria, se non vitale, una corretta gestione del proprio conto di trading.
 
In questo articolo vorrei selezionare le cose più importanti che si devono assolutamente seguire per avere un vantaggio sui mercati.
 
Alcune delle cose scritte non sono in accordo con molti manuali del trading/corsi o altri trader però li reputo importantissimi perché derivanti dalla mia personale esperienza diretta di oltre 15 anni nel mercato del forex.
  • Quanto rischio per ogni singolo trade?

Per la risposta a questa domanda devo primariamente dire che il trading è, per ognuno di noi, qualcosa di personale e, ovviamente quindi non c’è un rischio che può andare bene a tutti nello stesso identico modo. Un buon metodo per capire quanto rischiare potrebbe essere quello di ragionare su quanto capitale abbiamo a disposizione per il trading e quanto sono disposto a perdere di questo capitale.

Troppo spesso, chi si avvicina al mondo del trading sul forex lo fa con aspettative molto alte, per cambiare il proprio lavoro, e per questo, senza nessuna formazione adeguata, apre un conto di trading inserendo soldi che non può perdere. Questo processo non porta risultati perché si è legati emotivamente a quei soldi ed è quindi difficile poter guadagnare realmente. Pensiamo ad un conto demo, dove non ci sono emozioni perché non ci sono i nostri soldi: spesso nei conti demo si hanno risultati positivi.

Quando determiniamo la nostra quota di rischio lo dobbiamo fare sempre in soldi e mai in pips: personalmente cerco di ragionare sempre in questo modo. Quanti soldi posso rischiare su un singolo trade? Se perdo questi soldi continuerò a fare trading con tranquillità? Se perdo 5 volte consecutive quell’ammontare di denaro ( 1 trade * 5 losses ) sarò ancora in grado di tradare in totale serenità?

Queste le domande da porsi e stabilire un piano d’azione che ci faccia stare rilassati e sereni.

  • Rapporto di RISCHIO-BENEFICIO.

Il calcolo del rapporto tra possibile massimo rischio di un trade e il nostro eventuale profitto sta alla base di qualsiasi commercio.

Se in un singolo trade rischiamo 100, il nostro preventivo profitto dovrebbe essere 100 o maggiore. Ovviamente i mercati non sono matematici e starà a noi cercare di perdere meno di ciò che incassiamo o di incassare al momento giusto quando il mercato ci paga.

Io uso un “paracadute” come rischio massimo e questo è sempre posizionato ben lontano dal punto che in realtà il mio setup andrebbe a fallire. In questo modo riesco spesso a mantenere le perdite basse mentre quando il mercato va dalla mia posso gestire al meglio incrementando o lasciando correre la posizione. In pratica, se ho un price action trigger short, non vado a posizionare il mio stop 2 pips sopra il massimo del setup perchè sono troppo vicino. Teniamoci quindi sempre uno spazio dal fallimento del setup allo stop inserito in macchina sapendo che la posizione può essere chiusa comunque prima.

  • Uso della LEVA FINANZIARIA.

La leva è un moltiplicatore di performance: aumenta quindi profitti e perdite.

Se il mercato si muove del 2% e noi abbiamo usato una leva 10, significa che il mio trade sta potenzialmente perdendo o guadagnando il 20%.

Personalmente uso pochissima leva. Nella singola posizione non arrivo praticamente mai a superare leva 3 e nel totale di portafoglio mai leva 10. Quando entro in posizione solitamente, inizialmente, mi attesto sempre su posizioni a leva 1 o addirittura sotto leva.

Il mio consiglio è di fare lo stesso. NON utilizzate leva o fatelo in minima parte.

Se ho un conto di trading di 10.000 euro, aprirò un posizione su Eur/Usd di 5.000/10.000 unità almeno inizialmente. Posso poi incrementare usando la leva ma sempre seguendo un rigido stop loss che non mi faccia perdere più di ciò che mi sono programmato in anticipo.

  • Usare STOP LOSS.

Usare stop loss sempre e, aggiungo, non troppo stretti.

Stiamo larghi e… sereni! Non sempre i nostri trade vanno subito dove avevamo pianificato e, a volte, il mercato fa dei movimenti avversi che poi vengono recuperati in qualche giorno. Ecco che il posizionamento del nostro stop loss deve essere sempre più ampio del pattern/segnale che ci ha confermato l’entrata in posizione.

In questo modo avremo più razionalità nella chiusura di una posizione in perdita e, spesso, si limitano al meglio le perdite a favore dei guadagni.

  • Position sizing e livelli chiave.

La cosa ottimale del forex trading è l’elasticità del position sizing. Rispetto ad altri mercati infatti si possono trattare unità da 1.000 in avanti e questo ci porta ad avere quindi sempre una gestione del rischio praticamente perfetta.

La size di posizione quindi dovrà essere studiata prima di entrare a mercato in base a quanto voglio rischiare e dove posizionerò il mio stop loss ( paracadute ).

Per questo dovrò fare affidamento ai livelli chiave ( domanda/offerta ) sul grafico settimanale/daily e capire dove la mia view andrebbe a fallire qualora il prezzo raggiunga quella soglia. Una volta trovato questo punto, calcolerò la size di posizione in base a quanto sono disposto a perdere in un trade.

Sempre nell’ottica di un ottimo position sizing il trading sul forex è migliore fatto sul vero mercato OTC e NON attraverso i futures su valute che hanno contratti fissi quindi poco elastici per le varie posizioni oltre al fatto che molto cross valutari non ci sono visto che la liquidita sui futures su valute è nettamente minore del vero mercato forex che è OTC. Scegliere quindi un broker forex affidabile è molto importante. Noi di HereForex utilizziamo IG ( puoi trovare il link diretto alla voce broker nel menu del sito ).

  • Calcolo in soldi non in percentuale.

Nel mio trading, per il calcolo del rischio, non lavoro in percentuale di rischio ma in soldi che sono disposto a rischiare.

Sono consapevole che tutti i corsi e libri di trading parlano di 1% o 2% di rischio ma, per la mia esperienza, io utilizzo un modo differente.

Preferisco pensare ad una cifra da rischiare sul singolo trade che mi fa essere tranquillo durante la vita dell’operazione. Una delle cose che dico a tutti è di fare la somma di 5 possibili trade in perdita consecutivi.

Esempio:

Abbiamo 10.000 euro nel conto di trading, rischio 200 euro per singolo trade. Se dovrò affrontare 5 posizioni in perdita consecutive che perdita totale avrò? In questo caso 1.000 euro. Ne avrò ancora 9.000 nel conto di trading e, credo, posso sentirmi tranquillo nel continuare a fare trading senza cambiare il mio metodo.

Il price action trader non è un sistema automatico, è discrezionale e lavora su alti time frame con l’approccio “less is more” che puoi leggere nell’articolo del blog del sito quindi seppur è possibile avere 5 posizioni in perdita consecutive è più difficile rispetto a sistemi automatici.

  • Buon money management = sicurezza e tranquillità.

Possiamo affermare che le cose espresse sopra sono la base per un trading rilassato e sicuro, caratteristiche importanti per un trading profittevole.

Ovviamente, si deve avere capacità tecniche e un piano preciso.

Io uso la price action da 15 anni e, ogni giorno di più, sono convinto del mio approccio operativo, anche quando si affrontano periodi meno positivi.

Cercare sempre di tradare mettendo al primo posto la qualità e non la quantità ci porta a migliorare il nostro trading e permettere al nostro money management di fare la sua parte.

Ciò di cui parlo in ogni articolo, video o corso è sempre basato sulla mia personale esperienza nel mercato forex e non sempre le cose che dico si trovano in libri dedicati al trading, anzi!

L’importante è essere costanti.

Ognuno di noi è libero di pensarla in modo diverso, di utilizzare il rischio percentuale e di fare trading in modo differente dal mio.

Una cosa che accomuna tutti i trader professionsisti è però una: NON facciamo trading per giocare o come se fossimo in sala scommesse, il trading è un lavoro imprenditoriale e i soldi che si utilizzano per l’attività vanno salvaguardati e investiti con parsimonia e serietà.

Ricordo che un trader diventa un professionista quando non solo ha conoscenze profonde del mercato che trada e del proprio metodo di lavoro ma ha anche svariati anni di esperienza nel campo che lo hanno portato a gestire le proprie emozioni e le proprie azioni in modo razionale e equilibrato.

Le tre M del trading sono : Mind, Money Management e Method. Tutte sono interconnesse una all’altra: se non si ha un buon money mangement molto probabilmente anche il nostro mindset sarà da migliorare e viceversa.

Per oggi è tutto, mi auguro che l’articolo di oggi vi sia di supporto alla vostra operatività!

Buon trading SIMPLE!

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