Elogio della Lentezza del Trader

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Ogni trader come tutti gli esseri umani è dotato di un sistema nervoso ed un cervello e questo presuppone che sia in grado di provare emozioni.

Le emozioni rappresentano una risposta automatica, naturale e funzionale al riconoscimento delle situazioni che l’essere umano percepisce attraverso i propri sensi. Ad esempio possono essere utili per riconoscere situazioni di pericolo per la vita. In ambito lavorativo, delle relazioni, se ben comprese, possono aiutare a prendere decisioni migliori.

Queste risposte sono frutto di milioni di anni di esperienza da parte del nostro cervello, in contesti che però non sono certo quelli in cui viviamo adesso.

Se pensiamo al trading online, questo si è sviluppato a partire dagli anni ’90 diventando via via sempre più popolare e di facile accesso. Niente a che vedere con l’età della parte più antica del nostro cervello che ha qualche centinaio di milioni di anni.

Come trader siamo impegnati a prendere decisioni su entrata a mercato, uscita anticipata, gestione del trade e del portafoglio di trading. Le informazioni che appaiono sul grafico o sulla piattaforma del nostro broker, vengono elaborate e interpretate dal nostro cervello.

Per dare una interpretazione, il nostro cervello usa il database di esperienze, credenze, conoscenze, per riconoscere se un trade è un buon affare o meno.

Come trader discrezionali può essere venuto più volte il rimorso di aver preso una decisione sulla base di una propria risposta emotiva, istintiva. E spesso questa è considerata la debolezza del trader discrezionale.

Spesso sentiamo anche dire che il bravo trader deve rimuovere le emozioni dal proprio processo decisionale, dalla propria attività. Ma può davvero un trader diventare privo di emozioni e non provare alcuna di esse?

C’è inoltre chi afferma che in quanto esseri umani e trader discrezionali il problema sta nella nostra “lentezza” rispetto agli algoritmi. Ma i trading system rispondono a regole del trader, alle sue decisioni sul tuning dell’algoritmo. Ad esempio, è sempre il trader a decidere se tenere acceso o spento il trading system in un determinato periodo di drawdown o quando nota che il mercato non risponde più alle regole precedenti.

In realtà la lentezza è il vantaggio del trader, se per lentezza indentiamo la capacità di rallentare nel prendere decisioni.

In questo articolo cerchiamo di andare a sondare il territorio decisionale e come, una volta maturato un certo livello di esperienza, certe “emozioni” possono anche essere di aiuto.

Le decisioni del Price Action Trader

Proviamo quindi ad identificare alcuni momenti decisionali che coinvolgono il trader. Dopo l’analisi di un mercato che presenta una possibile occasione di trade, o un trigger operativo, la decisione da prendere sarà se fare il trade o meno.

Se dovessimo disegnare un piccolo albero decisionale sarebbe in questo modo:

Albero decisionale del trader non consapevole

Si tratta di un modello decisionale molto semplice e più verosimile per rappresentare quello di un trader non consapevole.

L’approccio di Hereforex, in presenza di un trigger e prima dell’entrata a mercato, prevede lo studio di diverse caratteristiche dello strumento in esame:

  • la struttura del mercato
  • gli swing
  • i livelli di domanda e offerta
  • la volatilità

Solo dopo questo studio, il trigger viene contestualizzato all’interno di questa analisi ed eventualmente preso in considerazione per un trade.

Alla fine di questi ragionamenti il price action trader decide se attendere un nuovo pattern oppure se e come entrare a mercato. Crea quindi un progetto, e come ogni progetto ha un suo piano con l’analisi dei rischi.

Solo quando il piano comincerà a non venire rispettato dal mercato allora saranno necessarie nuove decisioni.

L’albero decisionale di un approccio più razionale, diventa sicuramente più articolato. Qui di seguito è riportato uno schema riassuntivo:

Come puoi vedere sono diversi i momenti decisionali. La rappresentazione ad albero può far apparire ogni momento come una scelta meccanica sì/no. In realtà ognuno degli elementi costituenti questa figura si ramifica in un sotto-processo decisionale e ragionamenti più approfonditi che per semplicità non ho riportato.

Il trade più che una previsione va quindi visto come uno studio di fattibilità sulla base di questi elementi. E’ un dettaglio sottile che differenzia un trader da uno scommettitore, o – se vogliamo – da un chiromante.

Gestisci il rischio

Tra le decisioni che il trader è tenuto a prendere vi è sicuramente il position sizing e il rischio monetario.

Questa gestione del rischio rientra nella sfera di controllo del trader. Il territorio in cui opera, il mercato, non è sotto il suo controllo. Le notizie, la politica, il rialzo dei tassi, sono tutti elementi incontrollabili.

Ne abbiamo parlato già nell’articolo sulla Price Action come Modello di Lettura dei Mercati facendo alcuni esempi di trade sul forex o su titoli azionari, senza l’uso delle notizie.

Quando parliamo di rischio è importante porre l’attenzione sul non guadagnare piuttosto che sul profitto. L’avversione alla perdita è una caratteristica che contraddistingue ogni essere umano e ogni trader. Determina quanto sei disposto a rischiare emotivamente. Indipendentemente dal tuo capitale o dal tuo patrimonio.

Una perdita crea dis-comfort, dispiacere, dolore, ma con intensità diversa rispetto al guadagno. In altre parole il dolore che il nostro cervello associa alla perdita di 100€ è maggiore del piacere che prova quando la stessa somma rappresenta un profitto.

Il rischio, ovvero la quantità di denaro che può essere persa e il punto del mercato dove questa perdita si realizza, è una totale decisione del trader. Il rischio massimo monetario, una soglia molto soggettiva.

Personalmente ho apprezzato meglio questo concetto quando ho iniziato a lavorare coi Turbo24. Mi sono accordo che, a differenza dei CFD, lo strumento ti porta a:

  1. scegliere prima un Knock-Out (KO)
  2. poi la quantità di denaro che vuoi investire in quel particolare punto del mercato.

Il KO diventa quindi uno stop, o massimo investimento, che non può essere modificato. Nel certificato sono poi già conteggiati i costi amministrativi ed overnight. Per questo motivo il KO, che non è modificabile, andrà a muoversi ogni giorno di pochi punti assorbendo i costi di gestione da parte dell’emittente ed altri costi overnight come per i CFD.

Un’altra caratteristica importante dei Turbo24 è che una volta eseguito l’ordine, il controvalore della posizione viene subito prelevato dalla propria disponibilità.

A seguire un esempio di acquisto 50 certificati long Turbo24 su GBPUSD. Scegliendo il livello di Knock-Out come massimo punto di investimento, il valore della posizione è di circa 388€.

Se sul proprio conto sono disponibili 10000€ verranno prelevati dal broker i 388€ e quindi saranno disponibili 10000€-388€=9612€.

Sappiamo che il mercato non si muove in un’unica direzione, e spesso ritraccia. E in base alle naturali oscillazioni del mercato cambierà il valore del proprio conto.

Il concetto di stop largo, di cui parla Arduino, come in questo video, nasce dall’impiego di questi strumenti e si è evoluto nel paracadute portandolo poi nel mondo dei CFD.

Uno stop paracadute si focalizza dunque l’attenzione su:

  • la zona dove posizionare lo stop
  • il valore monetario del proprio rischio
    senza tenere conto del rendimento preventivo.

Ma cosa c’entrano le emozioni col rischio?

È molto semplice. Provo a farti delle semplici domande:

  • Cosa fai dopo che sei entrato a mercato?
  • Cosa provi quando la tua operazione va a stop?
  • Cosa provi quando il mercato cambia direzione ed è vicino al tuo stop?

Se hai fatto o fai trading avrai certamente sperimentato emozioni o sensazioni non proprio comode. Paura, ansia. Dopo una perdita potresti aver provato rabbia, frustrazione, vendetta. In base al tuo livello di esperienza e accettazione della perdita certe emozioni potrebbero aver cambiato intensità o essersi evolute. Ma non sei esente.

Il modo in cui il nostro cervello cataloga i risultati di certe esperienze è affetto da bias, delle distorsioni che influiscono sulla tua operatività.

In maniera molto semplice:

  • trade in perdita = esperienza negativa = risultato negativo
  • trade in profitto = esperienza positiva = risultato positivo

Prova a pensare alla tua prima operazione da trader non consapevole andata a stop o ad una serie negativa di trade. Suppongo non eri felice in quel momento. Magari eri confuso, triste, arrabbiato. In questo contesto emotivo una perdita è giudicata negativa.

Prova ora a pensare alla tua prima operazione in profitto o ai trade che raggiungono il tuo target. Proverai certamente gioia, piacere, felicità, euforia. Magari mentre ci pensi sta cambiando anche la tua fisiologia e se prima avevi la fronte un po’ corrugata ora è un po’ distesa, i muscoli facciali si sono rilassati, oppure hai accennato a un sorriso.

Contrariamente al caso precedente giudicheremo positivo il risultato sperimentato con questo tipo di emozioni.

Vedremo qui di seguito come entrambi i casi possono portare a compiere delle azioni non proprio efficaci per il proprio trading.

Cerca l’equilibrio

Anche se può sembrare poco sensato, entrambi i casi hanno dei rovesci della medaglia che possono giocare a sfavore o a favore.

Nel caso di emozioni come la rabbia per un trade a costo, il trader non equilibrato può decidere di voler recuperare quanto lasciato sul mercato aumentando la size della propria posizione, aumentare il numero di trade, cambiare strategia. Tutte cose di cui abbiamo scritto anche qui in Hereforex.

Anche l’euforia però può portare a fare delle azioni simili, con risultati che invece di essere positivi in realtà diventano negativi. Un trader euforico può sentirsi “imbattibile” e anziché attenersi al piano può saltare la fase di studio preliminare e progettazione, aumentare anche in questo la leva, il numero di operazioni, etc.

Come esperienza personale posso assicurarti che anche l’equilibrio personale fuori dal mondo del trading può influire sui tuoi risultati e prestazioni.

Pertanto considera bene prima di fare nuove mosse o cambi operativi al tuo piano di trading.

Un mantra che abbiamo in HereForex e che vale la pensa ripetere spesso è quello di cercare di lavorare sula qualità piuttosto che sulla quantità. Ciò permette appunto di prendere tempo, studiare, ragionare e fare un trade dopo aver fatto tutte le valutazioni necessarie.

Non sottovalutare i rischi

Purtroppo come essere umani siamo inclini a sottovalutare i rischi del mercato e quindi avere un eccesso di confidenza.

Riprendendo il piccolo albero decisionale iniziale, significa che tendiamo ad attribuire un peso o probabilità maggiore al successo del nostro trade. Questo avviene sia quando veniamo da una serie di trade positivi che negativi.

Albero decisionale del trader non consapevole con pesi

Senza rendercene conto assegniamo quindi un punteggio o facciamo una valutazione che, per dirla con le parole di Daniel Kanheman, avviene indipendente dalla consapevolezza che ne abbiamo. O, come scrive Morgan Housel, pensando erroneamente di aver ragione o aver ragione quanto basta.

Ma la verità è che come essere umani siamo pessimi nelle previsioni.

Se tradi secondo una tua idea o previsione, anziché un progetto, uno studio, è possibile ti crei un’aspettativa che pur di vederla realizzata ti può portare a compiere azioni come:

  • non gestire correttamente il rischio,
  • chiudere l’operazione a costo in maniera anticipata,
  • entrare a mercato anche quando non c’erano le condizioni.

Tutto ciò succede perché deleghiamo la nostra decisione al nostro cervello più antico. Ci lasciamo guidare da queste parti del nostro cervello anziché dalla nostra parte più razionale. Questa è la debolezza di cui parlavamo all’inizio. Ma questo processo può avvenire sia che tu sia un trader discrezionale o sistematico.

Un bravo trader è colui che impara a riconoscere queste emozioni e applica una strategia che possa aiutarlo ad evitare di farsi guidare da speranza, euforia, paura. Nel provare queste emozioni può decidere di usarle come informazione per le decisioni nel trading.

Per arrivare però ad usare le proprie emozioni come alleate è necessaria una buona dose di auto-consapevolezza.

Questo si traduce in quello che comunemente chiamiamo “esperienza”. Di fatto il cervello del trader esperto elabora tutti gli elementi del mercato in maniera anche inconscia e ciò permette al trader professionista, che opera da sempre sui mercati, di avere quella che spesso chiamiamo anche come sensibilità.

Per raggiungere questa sensibilità in ogni caso è sufficiente seguire pochi mercati con costanza e dopo settimane, mesi, è più facile conoscere il mercato o quel determinato asset.

Sei tu che gestisci la perdita?

L’amigdala è un piccolo corpo del nostro cervello che svolge la funziona di ricordare e associare le esperienze vissute in base alle emozioni. E’ lei che tagga positivamente e negativamente le esperienze di cui abbiamo parlato finora.

Facciamo un esempio pratico.

Supponiamo che il 10 Febbraio 2023 tu abbia deciso di fare un ingresso su AUDUSD sulla rottura della Pin + Inside Fake Out del giorno precedente (freccia rossa nella figura seguente).

Esempio trade short su AUDUSD

Una volta che sei entrato e mercato il prezzo non va subito nella direzione del tuo trade. E questo accade spesso. Il giorno successivo il prezzo crea una candela outside, Doppio Minimo Higher Close, che rispetto la tua entry è di circa 50punti.

Uno stop classico prevede di mettere il proprio rischio qualche punto dietro la candela setup.

Devi sapere che il processo di elaborazione delle informazioni negative rispetto le opportunità avviene molto più velocemente. Quindi in una situazione del genere **il tuo sistema di sopravvivenza è certamente attivo.

Il trade in questo momento è in perdita. Il tuo riepilogo delle posizioni in rosso e col segno meno. Tutto ciò viene interpretato dalla tua amigdala come una situazione di pericolo attivando quindi una risposta neurofisiologica nel tuo corpo.

Supponiamo che in passato hai fatto trading generando una perdita che per te è emotivamente grande. Indipendentemente dal conto di trading. Parliamo sempre di soglia di avversione alla perdita.

Quando sei davanti al trade da gestire o più semplicemente in perdita momentanea perché sta ritracciando il mercato, si attiva quel ricordo che viene velocemente recuperato dall’amigdala per cercare una risposta alla situazione che sta vivendo.

Il tuo cervello legge questa esperienza come una minaccia, si attiva il rilascio di adrenalina, si alzano i tuoi battiti cardiaci, il sangue fluisce verso gli arti. Il tuo cervello percepisce questa situazione di pericolo come una minaccia alla tua vita, preparandoti così alla lotta o alla fuga (o anche alla paralisi temporanea).

La risposta emotiva ad un trade in perdita per un trader non consapevole è sempre dannosa. Ma soprattutto è una risposta ad evento passato, perché come ti dicevo l’emozione si è originata come ricordo di una esperienza già vissuta.

Quindi anziché rispondere alla situazione attuale, con la calma e cercando di capire il mercato, probabilmente il trader non consapevole si fa guidare dalle proprie emozioni e senza rendersene conto ha risposto ad una situazione del passato.

Non hai mai ragione: accetta la perdita prima di entrare a mercato

La gestione del rischio e l’accettazione della perdita devono dunque essere parte di un processo che avviene prima dell’entrata a mercato. Molti trader tendono a sottostimare il margine di errore esponendosi così ad un rischio maggiore.

Se questo non è precedentemente calcolato, se entri a mercato senza aver calcolato la size e il punto di uscita a costo, può succedere che una parte di te prenda il sopravvento.

Magari il tuo setup era il migliore che tu avessi potuto mai tradare, ma in quel momento, guidato dalle emozioni, potresti scappare dal pericolo chiudendo la posizione.

Il risultato momentaneo è paradossalmente, l’immediata soddisfazione, il piacere di aver rimosso una sofferenza e quindi una situazione di discomfort.

Quello che però ottieni sul serio è che probabilmente avevi anche fatto un buon ingresso a mercato e il prezzo stava semplicemente ritracciando. La puoi vedere come un auto-sabotaggio, una parte di te che si accontenta di perdere pur di non soffrire. È per questo motivo che il rischio e il money management sono aspetti che vanno ben strutturati.

Ciò accade perché nel valutare la situazione che appare complessa, come esseri umani sperimentiamo emozioni altrettanto difficili e quindi abbiamo la tendenza a decidere in fretta per fuggire dalla situazione spiacevole.

La soluzione è sempre rallentare. Quando vuoi uscire dal mercato:

  • sforzati di dare un nome all’emozione che stai provano in quel momento.
  • Chiediti se avevi già messo in conto la possibilità che mercato potesse ritracciare e se hai già accettato la perdita.

Questo processo ti aiuta a prendere tempo e quindi a fare in modo che un eventuale eccesso emotivo si ristabilisca.

Anche nella fase di progettazione del trade è molto utile chiedersi:

  • Come mi sento in questo momento?
  • Che emozione sto provando?

Può essere molto utile prendere nota di queste informazioni. Soprattutto se sei all’inizio col trading.

Rallentare ti aiuta anche ad osservare meglio il mercato.

In alcuni casi potresti valutare di entrare su un ritracciamento, di non fare il trade perché non avevi considerato che ti trovavi in una zona di vendita o di acquisto, o qualsiasi altro elemento che in quel momento non avevi considerato.

Percezione del rischio: GBPUSD su zona di vendita

Vediamo un esempio di mercato che abbiamo analizzato in Trading Room e sul quale abbiamo ragionato su come era doveroso fare attenzione ed evitare di fare il trade, oppure lavorare con un rischio minore.

Il 26 Gennaio 2023 discutevamo della FTW Power sul mercato di GBPUSD che si era venuta a creare in corrispondenza di zona 1.24. Stavamo contestualizzando il trigger all’interno del mercato.

Trigger long su zona di vendita nel mercato di GBPUSD

Un trigger del genere in una zona di vendita è sempre meno qualitativo e quindi la valutazione che abbiamo fatto durante la trading room era che effettivamente il mercato poteva venire giù annullando il setup.

L’analisi prendeva in considerazione la correlazione con il mercato di EURUSD. Lo stesso Arduino infatti aveva tradato long l’Euro nei giorni precedente chiudendo la posizione proprio in zona 1.09 proprio perché si aspettava un ritracciamento del mercato.

L’analisi di un possibile rafforzamento del dollaro americano, su livelli di offerta, ha quindi portato a valutare di non fare il trade o, visto il rating qualitativo più basso, di eventualmente ridurre il rischio.

Il mercato è poi effettivamente tornato venditore, creando nuovi setup short, come mostrato nella figura seguente dai grafici di TradingView. La freccia verde indica la tailed bar 23 Gennaio. Il prezzo già dal giorno successivo alla trading room ha iniziato a prendere una via verso la zona 1.2050.

Fallimento del trigger long su zona di vendita nel mercato di GBPUSD

La valutazione della qualità del proprio trigger, la riduzione del rischio e uno stop in modalità paracadute avrebbero comunque permesso di contenere i costi.

Quando fidarsi del proprio istinto?

Provare emozioni non è un problema. Vedere quindi l’emozione come qualcosa da rimuovere o sopprimere può diventare controproducente. Anche se fin da bambini ci insegnano che certe emozioni vanno soppresse.

Le informazioni emotive che sono ormai memorizzate dentro la tua mente, durante il tuo processo di decisione, se non sei un trader consapevole ed equilibrato, possono crearti uno svantaggio.

Sapere di questi meccanismi del nostro cervello, che taggano le esperienze come positive o negative, può invece essere di aiuto a comprendere quando arrivano certe emozioni.

Un bravo trader cerca di riconoscere queste emozioni e trova un metodo per evitare di farsi guidare da quest’ultime. Piuttosto impara ad usare le emozioni come informazione per le sue decisioni nel trading.

Quando in trading room ci siamo confrontati a proposito del mercato GBPUSD, Arduino diceva che in base alla sua esperienza, in una zona del genere, fa fatica a inserirlo. Ha verbalizzato una sua emozione, che nel suo caso è una ulteriore informazione che lui stesso ha usato dopo aver analizzato il mercato.

La sua selezione dei trade di qualità è divenuta ormai inconscia. Ovviamente non è infallibile, ma lo porta a scartare i trade meno qualitativi e a perdere meno quando il progetto fallisce.

Poniti un obiettivo ma impara a guardare

Ti faccio un altro esempio di non-trade che viene sempre da una Trading Room del Mentorship Platinum.

Il Mercato in questione è USDJPY che dopo la Pin del 18 Gennaio 2023 è rimasto inside e in compressione per diverse giornate.

USDJPY del 01 Febbraio 2023

Arduino commentava così l’idea di poter entrare su questo mercato:

Se avessi più tranquillità e chiarezza della dinamica di spike sopra o sotto il range di compressione allora lo avrei tradato.

Anche in questo caso l’osservazione arriva dopo una analisi del mercato secondo l’approccio Hereforex che quindi produce anche un’informazione di poca serenità nel fare trade.

Nello specifico il mercato non aveva dato una chiara indicazione di falsa rottura della compressione, si trovava su un livello di domanda importante e potenzialmente in queste situazioni il mercato si può muovere in entrambe le direzioni.

Questo può risultare difficile per un trader non consapevole e per una pazienza poco allenata.

Come trader metterai molta attenzione al raggiungimento del tuo obiettivo.

Ma bisogna sapere che il concetto di avversione alla perdita entra in gioco anche in queste dinamiche.

Il mancato raggiungimento di un obiettivo potrebbe causare risposte emotive simili a quelle di una o più perdite e può farti lavorare di più.

Se hai un obiettivo annuale che trasformi in mensile o settimanale, l’idea di non raggiungere questo obiettivo è letto dal tuo cervello come una perdita.

Questo ti farà cercare segnali anche in giornate dove non ci sono i presupposti per lavorare sul mercato dove è meglio stare a guardare.

Puoi immaginare cosa può succedere se questo obiettivo lo trasformi in obiettivo giornaliero.

Adattare le decisioni in base al mercato: esempio su Intesa

Le decisioni sul come gestire il rischio possono cambiare e devono adattarsi anche in base al tipo di mercato. Lo stop ampio ti aiuta in questo processo.

Fare attenzione alle proprie emozioni significa anche cercare di capire se sei “affezionato” al trade tanto da trascurare anche le informazioni che ti sta fornendo il mercato, e quindi decidi di tenere il trade in perdita per molto tempo.

Prendiamo come esempio un acquisto sul titolo Intesa San Paolo.

Supponiamo che a fine Gennaio 2022 tu abbia deciso di acquistare questo mercato, in modalità investing, alla rottura del trigger creatosi sul time-frame settimanale la settimana del 24 Gennaio.

Il titolo in quel momento è in un trend ormai long da tempo.

Dopo aver raggiunto il prezzo di 2.875€ sei convinto che possa ancora andare su. Sei così confidente che accetti possa ritracciare e non proteggi il tuo profitto spostando lo stop in profit o riducendo il costo.

La settimana del 21 Febbraio 2022 però c’è un aumento di volatilità al ribasso che fallisce il setup.

Intesa San Paolo nel semetre 2021 e 2022

Rispetto al prezzo di acquisto di 2.64€ questo trade ha avuto un drawdown del 36% circa nel momento in cui ha registrato un minimo a 1.6845€.

Se fai trading sui titoli azionari, un buon termometro lo rappresenta l’indice di riferimento. Nello stesso periodo infatti l’indice italiano faticava ormai da settimane a salire dopo aver toccato i massimi di 28000 punti con una dinamica di massimi arrotondati.

FTSE MIB nel periodo 2020-2022

Anche in questo caso, il trigger su Intesa poteva essere scartato o tradato, ma sempre tenendo sotto controllo il rischio e leggendo le informazioni che stava fornendo il mercato.

Potresti imparare ad usare ad esempio la speranza come informazione utile per uscire preventivamente dal trade.

Negare o sopprimere l’emozione, e l’informazione che ti ha fornito quest’ultima, potrebbe infatti creare addirittura una situazione controproducente.

Sei convito il mercato possa fare altro, ma alla fine quando la perdita diventa per te emotivamente troppo grande chiudi con un costo importante.

Questo non significa farsi guidare da quella specifica emozione ma se capisci da dove sta avendo origine e che il mercato sta parlando effettivamente una lingua diversa, allora la tua decisione di tagliare i costi potrebbe rivelarsi una buona scelta.

Ovviamente sarebbe stato diverso se l’acquisto prendeva già in considerazione il fatto che il titolo poteva perdere oltre il 30% e c’era un piano per gestire il drawdown.

Conclusioni

Voglio chiudere questo articolo con questa domanda che dovrebbe aiutarti a gestire i tuoi trade. Sei tu che guidi le tue decisioni o ti stai facendo guidare dalle emozioni?

Spero inoltre che questo articolo in qualche modo possa aver dato un piccolo contributo di consapevolezza per migliorare il tuo trading.

Infine ricorda che rallentare è la migliore strategia che hai in tuo controllo per migliorare la qualità e i risultati della tua attività da trader.

L’approccio Hereforex è già un modo per rallentare. L’utilizzo del Diario di Trading, del Gestionale CFD o Turbo24 sono un altri strumenti che ti possono aiutare in questo processo.

Prima di agire prova ad esercitarti nel riconoscimento delle tue emozioni. Non sei una macchina. Assegnagli un nome e già hai svolto un piccolo passo nel rallentare la tua esecuzione.

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