Pinocchio ed il Campo dei Miracoli: come evitare le truffe nel trading

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Chi non conosce “le avventure di Pinocchio”, scritto da Carlo Collodi nel 1881?

Sembra un libro per bambini ma, in realtà, da una lettura più attenta, emergono significati profondi con chiavi interpretative molteplici e soprattutto attualissime.

La crisi economica del 2008, il Covid, l’aumento delle materie prime e delle bollette hanno messo in difficoltà molte attività e molte persone che sono andate alla ricerca di “monete” per tirare avanti.

Su questo terreno, alimentato dall’era del “tutto e subito” cresce fertile, in tutta tranquillità, la pianta del Campo dei Miracoli.

Ma dove andare a prendere queste “monete” in modo veloce?

Pinocchio si era lasciato convincere dal Gatto e la Volpe ed aveva sotterrato le monete d’oro nel Campo dei Miracoli.

Senza sforzo, le monete si sarebbero moltiplicate e Pinocchio sarebbe, così, diventato ricco.

Tratto dal libro “le avventure di Pinocchio”:

— E le tue monete d’oro?

— Le ho sempre in tasca, meno una che la spesi all’osteria del Gambero Rosso.

— E pensare che, invece di quattro monete, potrebbero diventare domani mille e duemila! Perché non dai retta al mio consiglio? Perché non vai a seminarle nel Campo dei miracoli?

— Quant’è distante di qui il Campo dei miracoli?

— Due chilometri appena. Vuoi venire con noi? Fra mezz’ora sei là: semini subito le quattro monete: dopo pochi minuti ne raccogli duemila, e stasera ritorni qui colle tasche piene. Vuoi venire con noi?

Pinocchio esitò un poco a rispondere, perché gli tornò in mente la buona Fata, il vecchio Geppetto e gli avvertimenti del Grillo-parlante; ma poi finí col fare come fanno tutti i ragazzi senza un fil di giudizio e senza cuore; finí, cioè, col dare una scrollatina di capo, e disse alla Volpe e al Gatto:

— Andiamo pure: io vengo con voi.

E partirono.

Dopo aver camminato una mezza giornata arrivarono a una città che aveva nome «Acchiappa-citrulli». Appena entrato in città, Pinocchio vide tutte le strade popolate di cani spelacchiati, che sbadigliavano dall’appetito, di pecore tosate, che tremavano dal freddo, di galline rimaste senza cresta e senza bargigli, che chiedevano l’elemosina d’un chicco di granturco, di grosse farfalle, che non potevano più volare, perché avevano venduto le loro bellissime ali colorite, di pavoni tutti scodati, che si vergognavano a farsi vedere, e di fagiani che zampettavano cheti cheti, rimpiangendo le loro scintillanti penne d’oro e d’argento, oramai perdute per sempre.

In mezzo a questa folla di accattoni e di poveri vergognosi, passavano di tanto in tanto alcune carrozze signorili con dentro o qualche Volpe, o qualche Gazza ladra, o qualche uccellaccio di rapina.

— E il Campo dei miracoli dov’è? — domandò Pinocchio.

— È qui a due passi.

Detto fatto traversarono la città e, usciti fuori dalle mura, si fermarono in un campo solitario che, su per giù, somigliava a tutti gli altri campi.

— Eccoci giunti — disse la Volpe al burattino. — Ora chinati giù a terra, scava con le mani una piccola buca nel campo, e mettici dentro le monete d’oro.

Pinocchio obbedì. Scavò la buca, ci pose le quattro monete d’oro che gli erano rimaste: e dopo ricoprí la buca con un po’ di terra.

— Ora poi — disse la Volpe — va’ alla gora qui vicina, prendi una secchia d’acqua e annaffia il terreno dove hai seminato.

Pinocchio andò alla gora, e perché non aveva lì per lì una secchia, si levò di piedi una ciabatta e, riempitala d’acqua, annaffiò la terra che copriva la buca. Poi domandò:

— C’è altro da fare?

— Nient’altro — rispose la Volpe. — Ora possiamo andar via. Tu poi ritorna qui fra una ventina di minuti, e troverai l’arboscello già spuntato dal suolo e coi rami tutti carichi di monete.

Il povero burattino, fuori di sé dalla gran contentezza, ringraziò mille volte la Volpe e il Gatto, e promise loro un bellissimo regalo.

— Noi non vogliamo regali, — risposero quei due malanni. — A noi ci basta di averti insegnato il modo di arricchire senza durar fatica, e siamo contenti come pasque.

Ciò detto salutarono Pinocchio, e augurandogli una buona raccolta, se ne andarono per i fatti loro.

(…)

Il burattino, ritornato in città, cominciò a contare i minuti a uno a uno; e, quando gli parve che fosse l’ora, riprese subito la strada che menava al Campo dei miracoli.

E mentre camminava con passo frettoloso, il cuore gli batteva forte e gli faceva tic, tac, tic, tac, come un orologio da sala, quando corre davvero. E intanto pensava dentro di sé:

— E se invece di mille monete, ne trovassi su i rami dell’albero duemila? … E se invece di duemila, ne trovassi cinquemila? E se invece di cinquemila, ne trovassi centomila? Oh, che bel signore, allora, che diventerei! … Vorrei avere un bel palazzo, mille cavallini di legno e mille scuderie, per potermi baloccare, una cantina di rosoli e di alchermes, e una libreria tutta piena di canditi, di torte, di panettoni, di mandorlati e di cialdoni colla panna.

Così fantasticando, giunse in vicinanza del campo, e lì si fermò a guardare se per caso avesse potuto scorgere qualche albero coi rami carichi di monete: ma non vide nulla. Fece altri cento passi in avanti, e nulla: entrò sul campo… andò proprio su quella piccola buca, dove aveva sotterrato i suoi zecchini, e nulla. Allora diventò pensieroso e, dimenticando le regole del Galateo e della buona creanza, tirò fuori una mano di tasca e si dette una lunghissima grattatina di capo.

In quel mentre sentì fischiarsi negli orecchi una gran risata: voltatosi in su, vide sopra un albero un grosso Pappagallo che si spollinava le poche penne che aveva addosso.

— Perché ridi? — gli domandò Pinocchio con voce di bizza.

— Rido, perché nello spollinarmi mi sono fatto il solletico sotto le ali.

Il burattino non rispose. Andò alla gora e riempita d’acqua la solita ciabatta, si pose nuovamente ad annaffiare la terra, che ricopriva le monete d’oro.

Quand’ecco che un’altra risata, anche più impertinente della prima, si fece sentire nella solitudine silenziosa di quel campo.

— Insomma — gridò Pinocchio, arrabbiandosi — si può sapere, Pappagallo mal educato, di che cosa ridi?

— Rido di quei barbagianni, che credono a tutte le scioccherie e che si lasciano trappolare da chi è più furbo di loro.

— Parli forse di me?

— Sí, parlo di te, povero Pinocchio; di te che sei così dolce di sale da credere che i denari si possano seminare e raccogliere nei campi, come si seminano i fagiuoli e le zucche. Anch’io l’ho creduto una volta, e oggi ne porto le pene. Oggi (ma troppo tardi!) mi son dovuto persuadere che per mettere insieme onestamente pochi soldi bisogna saperseli guadagnare o col lavoro delle proprie mani o coll’ingegno della propria testa.

— Non ti capisco — disse il burattino, che già cominciava a tremare dalla paura.

— Pazienza! Mi spiegherò meglio — soggiunse il Pappagallo. — Sappi dunque che, mentre tu eri in città, la Volpe e il Gatto sono tornati in questo campo: hanno preso le monete d’oro sotterrate, e poi sono fuggiti come il vento. E ora chi li raggiunge, è bravo!

Pinocchio restò a bocca aperta, e non volendo credere alle parole del Pappagallo, cominciò colle mani e colle unghie a scavare il terreno che aveva annaffiato. E scava, scava, scava, fece una buca così profonda, che ci sarebbe entrato per ritto un pagliaio: ma le monete non c’erano più.

***

Sono trascorsi ben 142 anni dalla pubblicazione delle Avventure di Pinocchio, eppure la favola, oggi, è quanto mai attuale.

Il 25 febbraio 2023 il quotidiano “IlSOLE24ORE” ha dedicato un inserto sul fenomeno del trading online e del boom delle truffe che si stanno verificando negli ultimi anni.

Si parla di ben 93 milioni di euro di soldi persi dalle persone truffate attraverso attività di trading fasulle ed il fenomeno sta assumendo proporzioni tali da allarme sociale.

Si pensi che nel 2021 si parlava di 46 milioni di soldi persi a fronte degli attuali 93 milioni e se si va ancora più indietro nel tempo si parla di cifre intorno ai 200 milioni di euro.

È un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio e le segnalazioni provenienti dalla Polizia Postale nel 2022 sono state oltre 3.000.

Ma prima di addentrarci in questo mondo chiariamo cosa si intenda per Trading Online.

TRADING ONLINE

Il trading online è un sistema che consente agli utenti privati, c.d. retail, e quindi a chiunque di noi, di acquistare o vendere titoli finanziari attraverso computer connessi ad internet.

In pratica è una negoziazione telematica di titoli finanziari, quindi un servizio fornito da società finanziare autorizzate da Consob che consiste nel mettere a disposizione dei clienti privati un programma per computer (o piattaforma) che, attraverso la connessione ad internet, permette di visualizzare i titoli presenti su numerosi mercati borsistici italiani ed esteri, e di acquistarli e venderli nel giro di pochi secondi. Queste società sono chiamate broker online (intermediari digitali) e chiedono una commissione su ogni ordine di acquisto e di vendita inviato in Borsa.

Il trading online è inoltre possibile perché esistono quelli che vengono chiamati genericamente mercati o borse, ormai quasi completamente telematizzati.

L’anello di congiunzione tra i mercati e le borse e l’investitore è, appunto, il broker e proprio per questo sono chiamati anche intermediari finanziari.

Il trading online è una vera e propria attività lavorativa a tutti gli effetti, soggetta a regolare tassazione nel nostro Paese.

Il problema sta nei falsi broker o finti trader che cercano di accaparrarsi i tuoi soldi per truffarti e sparire nel nulla. In questi casi non si può parlare assolutamente di trading ma semplicemente di truffa.

LE AUTORIZZAZIONI PREVISTE PER LEGGE

Chiunque effettui attività di raccolta e gestione del risparmio deve essere autorizzato ai sensi del D.lgs. 24 febbraio 1998 n 58.

Le piattaforme che offrono attività di trading online devono essere autorizzate dall’autorità finanziaria dello Stato in cui hanno sede: in Italia dalla Consob.

Operare senza la prevista autorizzazione equivale ad essere abusivi.

L’art. 166 D.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 infatti stabilisce:

1. È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a lire venti milioni chiunque, senza esservi abilitato ai sensi del presente decreto: a) svolge servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio; b) offre in Italia quote o azioni di OICR; c) offre fuori sede, ovvero promuove o colloca mediante tecniche di comunicazione a distanza, strumenti finanziari o servizi di investimento.

2. Con la stessa pena è punito chiunque esercita l’attività di promotore finanziario senza essere iscritto nell’albo indicato dall’articolo 31.

3. Se vi è fondato sospetto che una società svolga servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio senza esservi abilitata ai sensi del presente decreto, la Banca d’Italia o la CONSOB denunziano i fatti al pubblico ministero ai fini dell’adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 2409 del Codice civile.

LORO TI TRUFFANO MA, IN REALTA’, IL PRIMO AD INGANNARTI SEI TU!

Chi viene truffato, come Pinocchio nella favola, spesso ha un mindset errato nei confronti del trading: è, in pratica, un “provetto” trader non consapevole o, peggio, una persona che non sa nemmeno cosa voglia dire effettivamente tradare e si accosta a questo mondo perché glielo ha detto il cugino.

La prima domanda che vi dovete fare è: perché voglio fare trading?

La prima risposta sarà sicuramente…Come perché? Perché voglio fare soldi!

In realtà questa è una risposta impulsiva, in quanto la vera risposta è e deve essere più introspettiva di quello che si può pensare.

Forse avete visto una pubblicità su internet o parlato con qualche amico sbruffone che vi ha fatto credere di essere andato a Dubai grazie al trading o si è comprato l’ultimo Rolex da 50.000 euro.

Vi siete detti: se ce l’ha fatta lui perché non posso farlo io?

Oppure siete dentro la c.d. ruota del criceto, ingabbiati in un lavoro che non vi dà più soddisfazione nemmeno economica ed avete bisogno di integrare il vostro reddito perché i figli crescono e le esigenze sono sempre maggiori.

Perché, quindi, non fare trading e racimolare un secondo stipendio senza fatica? tanto il grafico o va giù o va su e basta seguirlo. Lo faccio tante volte e tanto guadagno! Cosa c’è di difficile?

Il trading online si fa per guadagnare soldi o almeno questo è la spinta principale ed iniziale che porta molte persone ad interessarsi a questo settore ma si diventa trader quando il denaro diventa un elemento secondario!

Se l’obiettivo è fare soldi, perché scegliere proprio il trading?

Ci sono tanti altri modi per poterlo fare, ad esempio il gioco d’azzardo, le scommesse, le opzioni binarie ma anche l’arte, lo sport o semplicemente un secondo lavoro.

Eppure, si sceglie il trading, forse perché si ha l’impressione che sia cosa facile da imparare.

Beh! Niente di più sbagliato!

Il trading è un vero e proprio lavoro, necessita di tanto studio e tanta pratica per acquisire la giusta esperienza per poter operare e te lo posso dire proprio in quanto faccio trading seriamente e quindi ho una esperienza personale nel settore oltre che in ambito giuridico.

Oppure, pensate che il trading dia una sensazione di libertà?

O perché è una sfida con voi stessi?

O perché pensate che sia una attività ove nessuno può giudicarvi?

Anche in questo caso state sbagliando o meglio il trading può essere tutto questo ma bisogna vedere con quale mindset vi approcciate e come affrontate il percorso di trading.

Come si può notare la vera risposta del perché vuoi fare trading è molto più profonda e complessa del mero “voglio fare soldi”.

Ma il vero problema è che prima di operare sui mercati finanziari dovresti ben capire cosa significa farlo davvero e se questa può essere la tua strada e divenire la tua passione: solo così non ti butterai in pasto agli sciacalli del web.

La prima cosa che dovresti fare, quindi, è informarti ed individuare un percorso di trading serio che ti prenda per mano e ti faccia diventare un trader a tutti gli effetti con step, piano di studi, gestione emotiva, sessioni di simulazione e poi, finalmente, in reale.

Considera che una formazione di trading seria ed attenta non trascura mai la parte psicologica ed il mindset in quanto è noto che il 90% delle perdite sui mercati dipende al mindset e non dalla tecnica.

Se pensi, quindi, che il trading sia far crescere i propri soldi senza competenze, senza sforzo e senza conoscenze, potrai definirti il nuovo Pinocchio di questo millennio perché quello che ti stanno dicendo è lo stesso meccanismo del gatto e la volpe: dammi i tuoi soldi e noi te li facciamo fruttare a dismisura!

Quindi alla fine sono loro che ti truffano ma sei te che hai permesso che ciò accadesse.

TRADING ONLINE ABUSIVO: COSA SUCCEDE AI SOLDI DELL’INVESTITORE?

Ho conosciuto persone che hanno buttato anche 200.000 euro in investimenti risultati poi farlocchi.

Persone che magari avevano anche comprato un corso serio di trading ma non hanno avuto la voglia e la costanza di studiare e quindi hanno deciso di abboccare all’ultima pubblicità ove con 2000 euro investiti, nel giro di 6 mesi, si ottenevano garantiti 20.000 euro o più.

Hanno lasciato i propri dati su un sito ed un sedicente tutor li ha contattati facendo fare loro un piccolo investimento. Magicamente, senza nessuna conoscenza, l’investitore ha visto quell’investimento crescere, almeno sullo schermo del proprio computer, e proprio per questo il tutor lo ha ricontattato complimentandosi per aver scoperto il nuovo Gordon GeKKo della finanza e quindi spronandolo ad investire ancora di più.

Il problema è che ci hai creduto e non hai riflettuto facendoti prendere dall’euforia e cioè dalle emozioni, non sapendo come gestirle, ed hai investito nuovi soldi e magari anche quelli dei tuoi parenti convincendoli a farlo.

Quando però sei andato a prelevare parte dei tuoi denari hai visto che il conto o era bloccato oppure non potevi prelevarli o peggio ancora per prelevarli la società ti chiedeva il pagamento dell’iva, come se tu dovessi pagare l’iva per prelevare il tuo denaro!

Ma poiché la società ha sede, guarda caso, all’estero hai pure creduto alla novella dell’IVA ed hai versato ulteriori denari per poi accorgerti che l’albero dei miracoli non esisteva.

Oppure ha investito in un network sulle cripto perché si sa con le cripto si diventa ricchi!

Una cosa però, purtroppo tardi, ti sarà chiara: i soldi investiti in questo modo e con operatori abusivi vengono praticamente quasi sempre persi.

Devi sapere che nel nostro ordinamento la responsabilità penale è personale e ciò vuol dire che bisogna procedere e processare sempre l’autore materiale del fatto.

Per prima cosa si dovrà, quindi, individuare a chi fa capo quel sito che ti ha teso la truffa e quasi sempre farà capo a società fasulle con sedi all’estero ed in particolare in quei paradisi fiscali e penali dove la giurisdizione si ferma.

Si capirà che se una società ha sede a Dubai, tanto per citare una località molto in voga attualmente, così come l’autore della truffa, le possibilità di recuperare le tue somme e vedere condannato il truffatore sono quasi pari alla possibilità che tu hai di guadagnare costantemente sul mercato senza alcuna conoscenza.

DENUNCIARE IL TRADING ONLINE ABUSIVO….

In questo settore prevenire è sicuramente meglio che curare e bisogna affidarsi sempre a persone e percorsi di studi seri, competenti e che non danno false speranze né tantomeno vendono illusioni.

Le strade facili non danno frutti ma sono sicuramente una bella esca per chi non è consapevole: non consapevole di cosa sia davvero il trading; non consapevole di come si opera sui mercati; non consapevole che il trading è un lavoro e come tale bisogna studiare ed impegnarsi seriamente per acquisire le giuste competenze.

Ed è proprio sul terreno di far credere in una facilità di risultati senza sforzo che fioriscono le più svariate truffe in questo settore.

Vedremo in seguito eventuali rimedi e possibilità una volta truffati ma prima chiariamo quali tipi di reati possono essere commessi a danno dell’investitore.

QUALI TIPI DI REATO?

ABUSIVISMO FINANZIARIO IN CONCORSO CON LA TRUFFA

Il consulente finanziario, come noto, deve essere iscritto nell’apposito Albo Finanziario.

Chi opera finanziariamente senza essere autorizzato commette, pertanto, il reato di abusivismo finanziario ai sensi dell’art. 166 D.lgs. 59/1998.

Quindi chi raccoglie denaro da soggetti terzi senza la doverosa iscrizione, commette il reato di cui sopra, reato che si realizza indipendentemente dal fatto che il denaro venga poi effettivamente investito o meno.

La Cass Sez V n. 22597/12 ha sottolineato come “in tema di intermediazione finanziaria, il reato di pericolo di abusivismo finanziario è integrato dal comportamento del soggetto che, non abilitato, stipuli con i clienti un contratto di gestione degli investimenti, cioè trasferimenti di risorse economiche mobiliari dell’altro contraente, con la prospettiva – reale o fittizia – di profitti e percepisca le somma di denaro a tal fine”.

Se il consulente finanziario non autorizzato poi fa un uso del denaro consegnatoli dall’investitore difforme da quello pattuito (in questo caso non sarà sempre facile avere la prova dell’accordo preso) oltre al reato di abusivismo finanziario, commette il reato di truffa.

Elemento tipico del reato di truffa ex art. 640 c.p. sono gli artifizi e raggiri perpetrati nei confronti della vittima e spesso l’abusivismo finanziario va di pari passo con la truffa: in questo caso vi sarà il concorso di due reati distinti (Cass. 22419/2003).

Questo concorso di reati è molto frequente nel caso di truffe in ambito di trading oline perché chi attua tali truffe ovviamente mai è autorizzato ad operare e a raccogliere fondi da parte di terzi.

APPROPRIAZIONE INDEBITA e TRUFFA

L’appropriazione indebita si ha quando non si restituisce un bene di cui non si è proprietari ma di cui si è avuto il possesso legittimamente.

Quindi se io consegno del denaro ad un investitore e richiesto, questo non me lo restituisce, il reato commesso dovrebbe essere quello di appropriazione indebita.

In realtà la Cassazione è stata di diverso avviso riscontrando in questa ipotesi il reato di truffa e non di appropriazione indebita in quanto il sedicente consulente /broker/trader ha indotto in errore la vittima facendo credere che il denaro consegnato sarebbe stato investito in operazioni di trading online ancor più se si fa credere con pubblicità, messaggi o altro, risultati fasulli di incremento di patrimonio.

TRUFFA ED INGENUITA’ DELLA VITTIMA

Molte persone truffate con false attività di trading online temono di presentare denuncia ritenendo che la loro inesperienza ed ingenuità nell’affidarsi al trader truffatore sia quasi una sorta di discolpa per costui.

L’ingenuità della vittima non esclude ma, anzi, accentua l’idoneità offensiva della condotta tipica della truffa, che deve essere valutata anche in relazione alle caratteristiche specifiche del soggetto passivo (Cass. IV n. 25649/2003)

Una volta caduti nella rete si possono aprire tre distinti scenari:

  1. Si è incappati in un soggetto che si dichiara trader ma non lo è. Per fortuna il denaro investito ha anche fruttato e l’investitore incassa ma incappa in un problema fiscale di tassazione delle plusvalenze. È una ipotesi a dir poco infrequente ove il rischio dell’investitore è limitato al minimo.
  2. Ipotesi sicuramente più frequente è quella in cui il trader abusivo investe male il denaro affidatogli perdendo tutto o gran parte del capitale. In questo caso è teoricamente possibile rivalersi sul trader abusivo per risarcimento del danno. Il problema è che anche ottenendo una sentenza che ci dà ragione spesso la stessa sarà carta straccia in quanto il trader abusivo o è una società vuota oppure un soggetto che non ha beni intestati e quindi è un soggetto impignorabile. Peggio ancora se la società o il soggetto risiede all’estero rendendo anche il tentare il pignoramento tutto particolarmente complesso se non addirittura impossibile.
  3. L’ipotesi, invece, molto più frequente è quella in cui il trader abusivo vi farà dapprima investire una piccola somma e vi affiancherà una specie di tutor che sentirete solo telefonicamente ma di cui non saprete nulla se non un nome inventato. Ovviamente, senza competenze, quella piccola somma frutterà in maniera esponenziale ed il tutor vi contatterà dicendovi che le vostre innate capacità debbono essere messe al servizio di un capitale più importante i cui risultati potrebbero cambiarvi la vita o quantomeno migliorarvela considerevolmente.

Ovviamente l’epilogo è che il trader abusivo sparirà nel nulla e voi ve ne accorgerete quando proverete a ritirare qualche somma dal vostro conto.

Alla fine, vi risveglierete dal mondo dei balocchi ed andrete in cerca di un rimedio che di solito non esiste.

Per mia esperienza vi posso dire che le persone truffate in questo modo sono moltissime ed ho potuto conoscere molte di loro che hanno perduto capitali anche di diverse migliaia di euro mettendo in difficoltà anche la loro famiglia e /o che si sono trovate giocoforza a fare azioni giudiziali non sempre fruttuose per l’incapienza del trader abusivo.

In alcuni casi è stato possibile approntare una tutela che, poi, ha dato i suoi frutti ma la strada, una volta truffati, è sicuramente e a dir poco in salita.

Bisogna assolutamente diffidare dei grandi guadagni ottenuti velocemente e con poco sforzo perché poi si entra in contatto con associazioni che prima chiedono piccole somme, poi, quando si dà la percezione che questo investimento stia guadagnando, si chiedono ancora soldi che finiscono su conti correnti che poi spariscono e prendono la strada dell’estero.

Recuperare queste somme è a dir poco arduo anche se in alcuni casi, ad onor del vero, l’autorità giudiziaria è riuscita in questo intento. Sono di ostacolo la possibilità di individuare direttamente i responsabili del reato, di effettuare rogatorie, di svolgere indagini all’estero ecc.

Come si diceva poc’anzi, nel nostro ordinamento, la responsabilità penale è personale e quindi bisogna individuare chi materialmente ha commesso il reato, autore che non può essere una persona giuridica ma fisica. Si capirà che quando si agisce dietro un sito non è facile individuare chi ci sta dietro soprattutto in quanto, spesso, la residenza degli autori si trova in paesi esteri in cui la nostra giurisdizione si ferma.

COME EVITARE QUESTE SITUAZIONI?

La prima regola è quella di essere consapevoli e di evitare e non credere a queste pubblicità che non celano altro che trappole.

Un fenomeno che spesso si è notato di recente è quello di pubblicità legate a personaggi famosi: quell’attore famoso ha investito in bitcoin ed ha triplicato il suo capitale o cose del genere.

Nel mondo dei social ed influencer dove si segue senza ragionare, il personaggio famoso è come il miele per un’ape.

È stato riscontrato che le persone affidano i loro soldi spesso con facilità a queste società non autorizzate e magari peritano a spendere per informarsi ed essere tutelati.

Eppure, basterebbe fare una piccola verifica sul sito della Consob per controllare se probabilmente si sta cadendo in una truffa o meno.

Svolgendo attività di trading in prima persona ed avendo assistito persone che sono incappate in questo tipo di truffe, posso dire che se vi è una regola è quella che chi opera in questo settore seriamente, sia esso un broker o un trader non ti prometterà MAI dei guadagni.

Il mercato è sempre imprevedibile e non è possibile garantire, pertanto, dei guadagni certi.

È come un avvocato che garantisce il risultato di una causa la cui decisione dipende da moltissime variabili nonché da una decisione che verrà data da un terzo/giudice.

In questi casi siamo di fronte a persone che non ci stanno dicendo la verità e che mentono per ottenere dei vantaggi.

Nonostante ciò, spesso, le persone preferiscono essere rassicurate e continuare a credere alla favola di Pinocchio!

Il proliferale di queste truffe, maggiormente alimentate dalla diffusione delle criptomonete, ha reso impossibile all’Agcom e alla Consob di intervenire effettivamente.

L’Agcom è preposta, come noto, al controllo della pubblicità ingannevole, mentre la Consob deve effettuare controlli per fermare le attività abusive di questi soggetti broker o finti trader che siano anche chiudendo direttamente ed in autonomia questi siti.

Dal 2019 ad oggi sono stati chiusi oltre 1000 siti ma, purtroppo, molti di più ne sono stati aperti sulla falsariga di quelli chiusi.

Tra l’altro, i dati statistici inerenti il fenomeno delle truffe da parte di broker e trader fasulli non sono reali in quanto molti non denunciano per vergogna o per non far sapere la realtà ai propri famigliari.

COME AGIRE SE SI È STATI TRUFFATI?

Una volta che si incappati in una truffa la prima cosa da fare è denunciare i fatti alla Autorità Giudiziaria.

Bisogna stare attenti in quanto spesso andare a fare una simil denuncia direttamente dai Carabinieri non è la soluzione migliore in quanto tutto va documentato e spiegato attentamente, altrimenti vi è il rischio che il procedimento nemmeno parta.

Il consiglio è quello di affidarsi ad un professionista che possa, assieme a voi, redigere una querela puntuale, precisa e documentata che verrà sottoposta direttamente alla Procura della Repubblica competente: una documentazione puntuale può portare anche ad ottenere un sequestro europeo di conti esteri.

Accanto alla strada penale si possono percorrere altre vie tra le quali, oltre a quella giudiziaria, l’ACF (Arbitro Controversie Finanziarie), l’ABF (Arbitro Bancario Finanziario) e la mediazione obbligatoria sempre che la controparte non risieda all’estero.

La valutazione sul se percorrere queste ultime soluzioni e quale tra queste è la migliore, è frutto di una attenta analisi del caso specifico e della possibilità di recupero nel caso in cui la strada giuridica intrapresa porti alla soluzione sperata.

Fate però attenzione in quanto in molti di questi casi si annida la truffa nella truffa!

Infatti, non fidatevi di chi vi promette di recuperare i soldi in quanto anche questa è una truffa e come si dice errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

In questi casi il fai da te, magari credendosi edotti per aver letto un post su internet, è altamente sconsigliato ed il consiglio è sicuramente quello di affidarsi a professionisti che possano prima di tutto analizzare oggettivamente la situazione e darti un parere sul da farsi e come sia possibile cercare di ottenere tutela.

CONCLUDENDO

Avendo assistito persone che hanno perduto diverse migliaia di euro in questi tipi di truffe e come operatore sui mercati finanziari posso sicuramente dire, senza ombra di smentita, che il trading è un bellissimo lavoro che può dare ottimi risultati e diverso tempo libero.

A fronte di quello che si può credere non è un lavoro facile e, come tutti i lavori che necessitano di competenze specifiche, va imparato e necessita di dedizione, studio e pratica.

La prima tutela per chi si avvicina a questo settore è sempre quella della conoscenza e quindi iniziare un percorso di studi completo e professionale è la strada giusta che ti potrà portare ad essere un trader efficace e consapevole sui mercati.

Essendo nel mondo del trading da diversi anni posso dire, per esperienza personale, che aprire un conto con un broker serio e trovare un percorso serio che affronta tutti gli aspetti legati al trading quali l’aspetto mentale, quello tecnico, il money management ecc. e che offra aggiornamento costante è una perla in questo mondo permeato spesso da false promesse di facili guadagni da parte di gente senza scrupoli.

Ovviamente bisogna essere determinati ad imparare seriamente questa bellissima arte e non credere al Gatto e la Volpe.

Solo in questo modo si potrà trarre dal trading soddisfazione e magari farlo diventare una vera e propria attività parallela alla propria o che, pian piano, la vada a sostituire interamente.

Quindi se debbo darti un consiglio su come tutelarsi dalle truffe online in questo settore, posso dire che la prima tutela parte proprio da te, dal tuo modo di atteggiarti ed avvicinarti a questo mondo, dal tuo mindset e da come affronterai il percorso che avrai scelto.

Non mi resta che augurarti, pertanto, buon trading!

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